giovedì 27 novembre 2025

Ognuno ha una destinazione. Tutti non hanno una destinazione

Quanto tempo passava tra un giorno e l'altro? Se lo chiedeva sempre Fairy. Seduta al banco del suo bar preferito, intenta a sorseggiare una cioccolata calda, mentre attendeva quel suono, quel maledetto suono. Lo odiava, lo detestava, ma lo aspettava, come i bambini aspettano il Natale.

Era la sua parte di mondo, quel mondo racchiuso in pochi centimetri quadrati, quel sole artificiale che illuminava parole virtuali, ma così vere che non sapeva farne a meno. Era qualcuno che pensava a lei, un pensiero che le avrebbe sempre dato un sorriso in quelle giornate troppo fredde e troppo corte per poter essere felici.

Sua mamma aveva voluto darle quel nome che trovava assurdo. Fairy, come se davvero fosse la regina di qualche posto fantastico. come se fosse davvero arrivata da una terra meravigliosa, piena di unicorni, piena di valli lussureggianti.

Ma non c'era mai stato un posto così nella sua vita. Aveva girato per lo più per baracche, nelle quali aveva versato troppe lacrime lontano da abbracci che avrebbe voluto avere anche solo per un istante.

La cioccolata intanto si stava raffreddando. Il cellulare tra le mani guardato già 100 volte, la mattina si era svegliata sorniona e tra la nebbia aveva deciso che non era tempo di andare troppo veloci.

Fairy aveva fretta invece. Di vivere, di vedere, di piangere per un tramonto, di piangere per la neve. Aveva fretta di piangere senza un motivo.

Era troppo tempo che non lo stava facendo e le mancava, anche se a ben pensarci, forse non l'aveva fatto mai.

Il freddo era presente nei suoi pensieri, prima ancora che nel locale, dove troppa gente entrava ed usciva. Tutti con una destinazione, tutti senza una destinazione. "Serve davvero una destinazione".

La cioccolata ormai era diventata un blocco freddo che non avrebbe più attirato le attenzioni di nessun goloso.

Era tempo di andare, si alzò lentamente, dirigendosi verso la cassa, lo sguardo perso. "Tavolo 10" disse con tono monocorde. Il rumore delle tazzine era un sottofondo fastidioso.

"4.50" rispose la cassiera, con altrettanto tono distratto.

Pagò. In strada il solito tran tran. "Ognuno ha una destinazione. Tutti non hanno una destinazione." Ripetè tra se e se.


martedì 18 novembre 2025

Un bicchiere di vino

Cin cin a me. Era sola al tavolo del ristorante, con un bicchiere di rosso in mano, brindando a qualcosa che non sapeva nemmeno lei. Una nuova vita? Sì, forse, "ma questa vita la si deve prendere, quella strada la si deve imboccare", pensava, mentre il vino continuava a girare lento, guidato da movimenti leggeri del suo polso. Era sola al tavolo. Lo stava aspettando. Erano stati vicini, erano lontani, erano come due angeli caduti, che si stavano cercando, per aiutarsi a ritrovare la strada perduta. Il Paradiso? Forse. Erano consapevoli che tutto sarebbe stato difficile. Ma non impossibile, o forse sì? Il vino stava accarezzando le sue labbra, come avrebbe, forse, fatto lui, con quel suo modo gentile, guardandola negli occhi. Le labbra, già. Sorrise. Forse con quella stessa intensità, con quello stesso modo che fece la sera in cui, per caso, incrociarono le loro esistenze, di fronte al bancone di un bar, con quella domanda banale "ti va un caffè?" che racchiudeva "facciamo di questo posto un mondo a parte". Parlarono poco, forse solo con gli occhi. Ma era bastato per capire quanto avessero da dire. Avevano la stessa gioia triste. O la stessa tristezza gioiosa. Il bicchiere era sempre più vuoto "cameriere? Me ne porta un altro, per favore?". Non voleva ubriacarsi. Voleva solo stare ancora un po' con lui, che, forse, la stava pensando, appoggiato ad un bancone di un bar, con un caffè in mano, ancora dentro a quella piccola parte di mondo. Sorrise. Inconsapevolmente sorrise, e sentì, in sé stessa, quel sorriso. Aspettava quella carezza sulle labbra, che sarebbe stata dolce. Come quella sera. Come quel silenzio, come quegli sguardi. Era ancora tutto agganciato a quella sera. Forse lo era ancora prima di quella sera.

Perché "Quelli come me" hanno sempre un sogno









Marechiaro 21 - Episodio 2

William, per tutti Will, aveva aperto gli occhi prima che suonasse la sveglia. Anche la notte appena trascorsa l'aveva vista passare per...