martedì 7 ottobre 2025

Lettera


 "Mi trovi. Quando vuoi. Ogni volta che mi cerchi, sai bene dove sono. È strano perché a volte, quasi mi manchi. Guardare la notte crescere, vedere le stelle, o solo le nuvole nel cielo, che poi  fanno cadere quella pioggerellina dispettosa, come se volessero lasciare le lacrime che non sei capace di versare. È tutto effimero, estasiatico, muto e irriconoscibile. Scrivo biglietti che poi non spedisco. Li scrivo nella mia mente. E rimangono con me. E tu lo sai. Mi guardi negli occhi e lo sai.

Guidare senza passare mai un ponte, rimanendo sospesi sull'acqua di un torrente, guardando il mare diventare una pozza e poi stupirsi di respirare i pensieri che si rincorrono.

L'altra notte ho scritto un pezzo al pianoforte. Non lo ascolterà nessuno, ma tu sì. Tu eri lì, a toccare i tasti al posto mio, muta col sorriso di chi non andrà via, sorniona come un gatto, che tra le fusa dice tutto quello che vuole.

Ma forse mai te ne sei andata. Mai. E ti trovo ancora qui, così, nuda e diafana, gelida da ustionarmi i pensieri. Ti ritrovo ancora. Tra una penna e un foglio, un pensiero e un giro di do".

Selena lasciò questo biglietto dentro ad una busta. La stanza ormai era disadorna di lei, del suo profumo, il suo viaggio era cominciato. 

Un paio di calze nere rotte, languivano sull'unica mensola, pianta morente di una notte ormai passata. Salutò la signora Palm, che faceva le pulizie da anni in ogni appartamento dello stabile. 

"Signorina, ha dimenticato una busta" gridó. "gliela spedisco"? Aggiunse.

Selena si giró, con i suoi occhi nocciola e i capelli biondo platino "No, tanto tornerà da me". Sorrise appena, girando le spalle.

La signora Palm rimase ferma a guardarla andare via, lesse l'indirizzo. "Per la mia malinconia...."

Vivere - Vasco

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