Di notte si fanno i pensieri più profondi, o sono solo pensieri che nell'oscurità hanno il coraggio di togliersi gli abiti civili, di spogliarsi completamente di quella corazza che sono costretti a mostrare di fronte al sole, per non farsi trovare vulnerabili.
Ma la notte è diversa, ci dice esattamente come siamo. Nelle cuffie The sound of Silence, in una delle sue mille interpretazioni, in questo caso di Johnny Cash. La stanza buia aiuta ad andare avanti, cercando l'intricato significato di ogni sensazione che nasce dal mondo.
Siamo animali strani, abbiamo la ragione e abbiamo gli istinti, che dominano quella parte di noi che non vorrebbe commettere errori ed invece, li rubrica con paziente e certosina precisione nel quaderno che l'anima porta sempre con sé.
Noi potremmo essere ogni giorno il nostro miracolo ed invece aspettiamo IL MIRACOLO. Quello risolutore, quello che fa cambiare la vita, quello che....
Invece, a volte, siamo ciechi di fronte a ciò che viviamo ogni giorno, dandolo per scontato, sentendolo leggero, perché "così è sempre stato". Forse è vero il detto che "l'erba del vicino è sempre più verde", ma è erba, esattamente come la nostra, solo che a volte noi non ci prendiamo cura del nostro giardino, pensando che sia sempre così bello perché lo abbiamo sempre avuto.
My way, caro Frank, the Voice.
Quale è la via? Quale è il mio modo? Mentre la città è silenziosa e i lampioni sembrano quelle stelle che, stasera, sono celate da una leggera coltre di nubi, la domanda è sempre la stessa. Ho riso, sono stato in silenzio per lunghi periodi, aspettando la risposta, aspettando che la musica mi portasse qualcosa dentro ad un testo, un ritornello.
Ma era già tutto lì? E' già tutto qui? Tutte le cose dette e non dette, tutte le cose che non sanno come manifestare la loro importanza, davvero non ci sono? Oppure non le vediamo? Nessun dorma, esortazione più che mai attuale in questa mia notte. Nessun dei pensieri dorma. Perché?
La luce domani tornerà a splendere, Le domande torneranno nell'ombra e le risposte diventeranno domande, senza risposta.
Forse siamo solo arrabbiati, siamo perennemente arrabbiati e insoddisfatti, ecco perché il nostro giardino non lo consideriamo come gli altri; è come gli altri, ma non ci capacitiamo di quanto la sua bellezza sia data dalla nostra presenza, dalla presenza delle persone che ci vogliono bene e che lo stesso giardino con altri "abitanti" non sarebbe la stessa cosa.
"Mamma, ho appena ucciso un uomo", comincia così Bohemian Rapsody. Non ho più la mia. Ma forse lo direi, a volte. "Ho ucciso un uomo" uno di quelli che non sbaglia, uno di quelli che mette sempre i piedi sulla via giusta, uno di quelli che capisce ciò che succede nella sua vita. E non che fa succedere.
Il giardino è davvero più bello con le persone che amiamo, che curiamo e che ci curano. Che sì, ci sono sempre state, ma che ci amano e che ci saranno sempre. Perché non c'è mai abbastanza buio da coprire davvero ciò che proviamo.
Torniamo a casa, c'è un giardino che aspetta e sarà, sì, più bello di quello del vicino.

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