lunedì 29 dicembre 2025

Marechiaro 21 - EPISODIO 1

Si era svegliata da sola anche questa volta.

La sveglia ormai era un buffo accento nell'inizio della sua giornata, un segno che il mondo la stava aspettando. Sally si stirò come un gatto, prima di abbandonare quel posto che aveva occupato senza grosso successo di sonno portato a termine. La finestra le stava regalando uno scorcio invernale, con il freddo, la pioggia fine e dispettosa che disegnava sul vetro figure strane, scriveva parole incomprensibili. Le nuvole sembravano farsi beffe degli strani abitanti della terra di sotto. Si aprivano giusto quel tanto per far vedere uno spiraglio di luce, per poi richiudersi immediatamente e continuare a piovere.

L'aria fredda della stanza colpì la sua pelle nuda, uscendo dal letto. Si infilò la felpa tirando su velocemente la zip, poi un paio di pantaloni e andò verso la cucina, camminando scalza.

Il pavimento tiepido grazie alle serpentine del riscaldamento la facevamo stare bene. "Dai Sally, un cappuccino e andiamo". Si avvicinò alla macchina del caffè per scoprire che non aveva caffè né latte. Né un qualsiasi altra cosa commestibile, che avrebbe potuto essere associata ad una colazione, o anche solo ad un'idea della stessa.

Non aveva fatto in tempo a fare la spesa, scappando da quella casa che non poteva più tenerla, in cui non avrebbe passato nemmeno un minuto in più. Si sentiva sempre fuori luogo, fuori posto, sorrideva, ma dentro moriva giorno dopo giorno. Non voleva diventare la moglie perfetta. Non lo sarebbe mai stata con lui. Non era più innamorata, forse non lo era mai stata davvero e la routine, la noia le aveva sepolte per 5 piani sotto la neve del suo cuore. Sotto ad una falsa speranza che tutto diventasse qualcosa di diverso, che evolvesse prima che in loro, in lei stessa. Ma non era davvero così. Quando finì ogni lacrima, quando abbracciò per l'ennesima notte il suo cuscino e la finestra le parve l'unica soluzione, sentì quell'urlo di disperazione così forte dentro di sé da spezzare quelle catene che si era autoimposta. Quel grido disintegrò ogni sorriso di circostanza, ogni "ti voglio bene" detto non ad una persona che si dovrebbe amare, ma con la stessa forza che si direbbe ad un cugino, forse ad un fratello. Quel giorno tutto finì. 

Non le dispiacque ripensarci. Non lo faceva né con risentimento, né con odio. Era capitato. Nelle vite delle persone capitano cose al di là della propria volontà.

"Bar" si disse ad alta voce. Si diresse verso il bagno, aprì l'acqua della doccia a 38 gradi, con un movimento veloce felpa e pantaloni erano in terra e lei si stava godendo quell'attimo di pace. L'acqua le accarezzava le spalle, la schiena, lei pensava ancora alla sua determinazione nell'aver chiuso quella porta dietro a sé. Sorrise.

Intanto la seconda sveglia stava cercando attenzioni, suonando una melodia zen fusion. Sally uscì dalla doccia. La spense, i suoi occhi azzurri guardarono distrattamente il display. Cominciò ad asciugarsi i capelli rossi, lisci. Sorrise nuovamente, senza un motivo. O forse per un motivo. Forse solo per stanchezza.

La giornata chiedeva la sua presenza, non era tempo di perdersi, il lavoro attendeva. Il mondo anche. Aveva sempre fatto i fatti suoi, pensava mentre infilava le scarpe col tacco, nere. Era pronta. Oggi era in total black. Giacca indossata sopra un body, niente altro, non amava i reggiseni e poi la sua seconda misura che raggiungeva a fatica non aveva necessità di sostegni, pantaloni a sigaretta, niente calze, quelle le metteva solo con gli stivali. Un cappotto lungo, caldo le avrebbe fatto vivere questa giornata invernale in modo migliore. FINE EPISODIO 1

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